La scorsa settimana ti ho spiegato come un utilizzo approssimativo delle buyer persona potrebbe portarti a parlare a un target composto da tanti Principe Carlo, quando invece a te interessavano gli Ozzy Osbourne in circolazione.

Oggi ti mostro invece il metodo AEIOU, uno strumento che puoi utilizzare nel primissimo step del percorso per sviluppare da zero la tua buyer persona.

Il metodo AEIOU è uno degli strumenti e tool principali per creare e definira la tua buyer persona

Il metodo AEIOU: uno strumento per iniziare a sviluppare la tua buyer persona

La fase in cui ti trovi è questa:

1. Trovare gli utenti di riferimento |Domande: Chi sono gli utenti? Quanti ce ne sono? Che cosa fanno?

Per ottenere una conoscenza iniziale dell’utente, puoi utilizzare il metodo AEIOU, che ti aiuta a catturare gli eventi principali che vive nel suo ambiente di riferimento.

Non è un esercizio da scrivania: ti tocca uscire dall’ufficio e parlare con potenziali utenti, metterti nei loro panni, fare ciò che fanno loro.

Lo scopo è stabilire un contatto con i potenziali utenti iniziali. Le domande AEIOU – che puoi adattare a seconda della situazione da indagare – ti aiutano principalmente a strutturare le osservazioni e si dividono in cinque categorie, attraverso cui considerare come ogni utente si comporta nel mondo reale e/o digitale.

Ecco la griglia:

Le domande del metodo AEIOU ti aiutano principalmente a strutturare le osservazioni sulla tua buyer persona e si dividono in cinque categorie, attraverso cui considerare come ogni utente si comporta nel mondo reale e/o digitale.

Probabilmente ora stai pensando “Come faccio a fare una ricerca sui bisogni se non ho il tempo materiale? O meglio: come lo spiego al mio capo che non lavorerò in ufficio?”. Così:

Tu non sei la tua buyer persona

Poiché non è possibile separare la comprensione e l’osservazione [nonché la loro sintesi: la definizione del punto di vista dell’utente], omettere la ricerca dei bisogni significa costruire la buyer persona senza le sue fondamenta.

E ti anticipo subito su un altro tema caldo: tu non rappresenti le persone per le quali sviluppi un prodotto o servizio.

Quando è stata l’ultima volta che hai visto qualcuno usare il tuo prodotto? L’ultima volta che ti sei messo/a nei panni del tuo cliente? O in cui hai vissuto il tran tran quotidiano proprio nel punto in cui lo vive il tuo utente?

Come fai a sapere che cosa crea difficoltà ai clienti? O le ragioni per cui sono contenti? O cosa ha innescato in loro l'”effetto WOW” quando hanno provato la tua soluzione?

C’è solo un modo sensato: osservare, capire e testare le idee in proposito. Altrimenti continuerai a basare le tue decisioni su supposizioni, alla faccia della tanto citata e abusata customer centricity.

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