Stai cercando di capire i bisogni della tua buyer persona?

Ottimo, ma ricordati una cosa: se vuoi che ti aiutino davvero a realizzare un’interazione mirata – e quindi efficace – devi investire tempo per distinguere e separare le tue supposizioni rispetto alla realtà, e verificare queste ipotesi rispetto ai bisogni reali, poiché non è detto che coincidano.

I bisogni si riferiscono a che cosa l’utente vuole ottenere; le supposizioni, invece, sono spesso focalizzate sul come, orientate cioè alla soluzione, al modo per soddisfare il bisogno.

Proviamo a fare un esempio pratico

In un ipotetico progetto “Salute per gli anziani”, hai identificato il tema dell’esercizio fisico come approccio alla soluzione per il bisogno della tua buyer persona.

E adesso? Come verifichi la tua supposizione?

1. Formula l’idea in una sola frase: ad esempio “passeggiate per pantofolai in pensione”. Poi visualizza l’idea:

2. Formula la supposizione del bisogno dell’idea: i bisogni emergono dal desiderio di rendere possibile qualcosa che non c’è (es. mantenere la salute) o di sbarazzarsi di qualcosa di indesiderato (es. perdere peso).

Per identificare le supposizioni sui bisogni, poniti queste domande:

  • Che cosa vuole ottenere l’utente applicando la mia idea?
  • Che cosa motiva l’utente a usare la mia idea?
  • Che cosa impedisce all’utente di usare la mia idea?

Ecco alcune possibili risposte che potrebbero venir fuori:

  • I pantofolai vogliono fare esercizio fisico (bisogno) per prevenire malattie croniche (bisogno)
  • I pensionati non hanno la strutturazione della giornata (trigger) necessaria a fare esercizio regolarmente (bisogno)
  • Gli anziani vogliono sentirsi in salute (bisogno) per poter andare in gita con i loro nipoti
  • Gli anziani sono a disagio (stato emotivo/blocco) quando fanno esercizio in palestra insieme a persone giovani

Scrivi su un post-it ognuna di queste supposizioni e tienile da parte; ti serviranno insieme allo schema che ti illustrerò nel punto 5.

3. Identifica le supposizioni critiche: concediti qualche minuto per riflettere sulle tue supposizioni sui bisogni.

Che cosa riconoscerai in questa fase di riflessione? Forse che hai affrontato i bisogni di base della tua potenziale innovazione, spesso un ricco mix di supposizioni sulle quali hai costruito la tua soluzione!

Ora, questi bisogni devono essere rivisti e, se necessario, adattati. Già, perché ora ti ritrovi davanti le tue idee senza aver visto né sentito se un potenziale utente abbia effettivamente bisogno di un’innovazione del genere nella sua vita quotidiana.

Non hai scelta: devi verificare questi bisogni!

4. Incontra i tuoi utenti: che cosa chiederesti agli utenti del tuo gruppo target se ora li incontrassi per strada? Quali domande faresti per avvicinarti a qualcuno e farti raccontare qualcosa del suo quotidiano?

Che cos’è davvero la ricerca dei bisogni? È andare a parlare alle persone per poter guardare le tue idee da un’altra angolazione. Devi essere disposto a imparare cose nuove e a rimanere curioso, arricchendo la conoscenza passo per passo.

5. Rivedi prima le supposizioni critiche: chiediti quali sono le supposizioni di cui sai meno, e quali sono le più critiche per la tua idea.

Parti da queste ultime; la revisione delle supposizioni critiche può essere strutturata e analizzata attraverso una matrice in quattro quadranti:

Se non esistono nella vita quotidiana, hai costruito la tua idea di soluzione su un castello in aria. Pazienza, non è grave: prima te ne accorgi e meglio è, perché risparmi denaro, tempo ed energia

Per capire invece come condurre un’intervista di ricerca dei bisogni, ti do appuntamento al prossimo post!

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