Prova a pensare al tuo sito web come alla dispensa della tua cucina.

Quando porti la spesa a casa, ci infili di tutto a casaccio – al grido di “basta che ci stia” – o cerchi di organizzare gli spazi con un minimo di criterio – una mensola per la roba della colazione, un’altra per la pastasciutta, ecc?

Perché sai, poi le cose le dovrai anche ritrovare, nella dispensa, e possibilmente entro la data di scadenza.

E quando vai a rovistare, ti è più facile cercare nel caos o in un ambiente in cui, almeno per sommi capi, sai già che le uova non potranno mai trovarsi accanto alle farine integrali?

It’s a crawler’s life

Ecco, quando cerchi l’ultima bustina di lievito – l’oro di questi tempi – rimasta in cucina, vivi la stessa esperienza del crawler di Google – il programma che il motore di ricerca usa per scoprire nuove risorse da indicizzare – quando viene a scansionare il tuo sito per cercare di capire cosa c’è dentro. E si trova davanti a due scenari:

  1. un posto in cui tutto è mischiato, dove non ci sono etichette, categorie, gerarchie e si cerca di capire cosa ci possa essere dentro attraverso informazioni che arrivano alla rinfusa
  2. un luogo ordinato, in cui gli scaffali hanno delle logiche e dove gli oggetti, addirittura, sono anche etichettati, magari coerentemente

Prova ad immedesimarti nel crawler e applica lo stesso ragionamento al tuo sito web: se fossi nei suoi panni, cosa e quanto capiresti di quel che c’è dentro?

Googlebot crawler e SEO: è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo

Il Googlebot è l’intermediario tra il tuo lavoro con i contenuti e il posizionamento nei risultati di ricerca: agevolare il suo lavoro deve essere la tua prima preoccupazione, se vuoi farti trovare nella search engine result page.

Il crawler di Google che può essere gestito attraverso il file robots.txt: procede grazie a un algoritmo che consente di regolare l’attività per i vari siti web, che vengono scansionati costantemente dal bot ma con frequenze differenti.

Ciò significa che puoi influenzare direttamente il passaggio del bot sul tuo sito? In parte sì, aumentando la frequenza di pubblicazione di nuovi contenuti. Se il crawler si rende conto che sul tuo sito ci sono sempre novità e pubblicazioni da registrare, la sua presenza sarà costante. Ma non tutto dipende da questo passaggio.

Come funziona il processo di crawling e indicizzazione

Google esegue tre passaggi di base per generare risultati dalle pagine web:

Scansione

Il primo passaggio consiste nel capire quali pagine esistono sul Web. Non esiste un registro centrale, pertanto Google deve costantemente cercare le pagine nuove e aggiungerle al proprio elenco di pagine note attraverso un processo chiamato scansione.

Alcune pagine sono note perché Google le ha già sottoposte a scansione; altre vengono scoperte solo quando Google segue un link che rimanda da una pagina nota a una pagina non nota.

Altre ancora vengono scoperte quando il proprietario di un sito web invia a Google l’elenco di pagine di cui il sito è formato – la Sitemap – in modo che Google le scansioni.

Cosa puoi fare per migliorare la scansione del tuo sito?
  • Per le modifiche a una singola pagina, invia un singolo URL a Google
  • Fai in modo che la tua pagina sia collegata a un’altra pagina che Google conosce già. Crea questo collegamento – o fai sì che si crei – in modo naturale, senza ricorrere a link all’interno delle pubblicità, link a pagamento, link nei commenti ecc. che invece ti penalizzerebbero soltanto
  • Assicurati che la home page (e tutte le pagine) contengano un pratico sistema di navigazione del sito, che rimandi a tutte le sezioni e pagine importanti del sito. In questo modo i crawler – e non di meno gli utenti – possono trovare facilmente le informazioni desiderate, senza scambiare il tuo sito per una dispensa mal organizzata

Indicizzazione

Dopo aver scoperto una pagina, Google prova a capire di che cosa tratta.

Con questa procedura – detta indicizzazione – Google analizza i contenuti e cataloga le immagini e i file video incorporati, cercando di capire di che pagina si tratta, di che argomento parla e così via.

Queste informazioni vengono memorizzate nell’Indice Google, un enorme database archiviato in tanti computer.

Cosa puoi fare per migliorare l’indicizzazione delle tue pagine?
  • Crea titoli significativi, e utilizza i tag H per gerarchizzarne l’importanza
  • Utilizza intestazioni di pagina che trasmettano l’argomento trattato
  • Utilizza preferibilmente il testo piuttosto che le immagini per trasmettere i contenuti; nel caso, associa ai tuoi video e alle tue immagini i tag alt con testo alternativo e altri attributi appropriati

Risultati mostrati e ranking

Quando un utente esegue una ricerca, Google cerca di trovare la risposta più pertinente nel suo indice in base a numerosi fattori.

Cerca di determinare le risposte migliori e di tenere in considerazione altri elementi che forniranno la migliore esperienza utente e la risposta più appropriata, utilizzando dati come l’area geografica, la lingua e il dispositivo dell’utente (desktop o telefono).

Ad esempio, la ricerca “negozio riparazione biciclette” mostra risultati diversi a un utente di Torino rispetto a un utente di Lucca.

Cosa puoi fare per migliorare i tuoi risultati nel ranking?
  • Rendi la tua pagina veloce da caricare e ottimizzata per i dispositivi mobili
  • Inserisci contenuti utili e mantienili aggiornati
  • Cerca di garantire una buona esperienza utente

 

Tutto chiaro? Adesso vai ad esercitarti con la tua dispensa – o con il frigorifero – in cucina, e poi passa al tuo sito web! 🙂